E' reato essere troppo avari con la moglie

 


L'esasperata avarizia va equiparata ai maltrattamenti (67785/2000)

Il marito che, con comportamenti vessatori di "esasperata avarizia" rende insopportabile la vita alla moglie può essere ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti, soprattutto se tale comportamento non rappresenta altro che il "callido alibi" dietro cui imporre il proprio autoritarismo gratuito, "inconciliabile con il benché minimo rispetto dell'affectio maritalis". Questo il principio stabilito dalla sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un uomo contro la sentenza della Corte di appello di Trento (Sezione Distaccata di Bolzano) condannato alla pena di otto mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia. In particolare la moglie, dopo avere a lungo sopportato i comportamenti umilianti del marito, improntati ad una "patologica avarizia" - la donna aveva a disposizione una misera paghetta da utilizzare per le spese di casa - , aveva deciso di separarsi denunciando i fatti al giudice penale. Invano il marito aveva giustificato il proprio comportamento con l'esigenza di dare un futuro migliore ai figli: i giudici di merito lo avevano condannato, ritenendo che la sua condotta era finalizzata a "rendere insopportabile la vita alla moglie"; ora la Suprema Corte conferma tali argomentazioni, rilevando che l'"esasperata avarizia", specialmente quando costituisce un alibi per il proprio autoritarismo in spregio all' affectio maritalis, può integrare il reato di maltrattamenti. (20 luglio 2000)