STORIE, STORIE, STORIE, STORIE

 
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Una storia come tante di violazione del diritto di visita continuato e di delegittimazione della figura paterna in barba alle disposizione dei giudici ........ e le stelle stanno a guardare

Questa è la storia di una figlia  orfana di padre vivente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se vuoi far parte della nostra associazione allora...

 

 

Sono un giovane insegnante di XXXXX separato da quasi tre anni… un inferno…

sono stati interessati il tribunale civile e quello dei minori, accusato di non meglio precisate “attenzioni” nei confronti di mia figlia per la qual cosa ho interessato il tribunale dei minori di competenza che unitamente al tribunale civile ordinario hanno decretato essere pure illazioni destituite di ogni fondamento. La bambina è stata affidata  alla mamma dal tribunale civile e ai servizi sociali dal Tribunale dei Minori in seguito ai continui diritti di visita negati e alla situazione paradossale creata dalla mia ex moglie che, nonostante i provvedimenti giudiziali che stabiliscono giorni e orari di visita e i servizi sociali interessati, ha continuato a “dettare” legge su ogni questione, prova sono i provvedimenti risultati vani adottati dagli operatori sociali (assistente sociale e psicologi interessati dal tribunale dei minori) quali quello di andare a prelevare mia figlia da scuola visti gli innumerevoli rifiuti da parte della mia ex. La bambina per lunghi periodi di “presunte” malattie non è andata  più a scuola! Tutto  ciò a danno esclusivo della piccola, che ha subito traumi ahimè irrecuperabili in seguito alle situazioni incresciose a cui ha dovuto assistere. Oltre a questo ancora mille violazioni da parte della mia ex moglie, diritto di visita negato da ormai troppi mesi, non sono riuscito a vederla, né a farle gli auguri neanche il giorno del suo compleanno, né sono riuscito a tenerla con me durante le festività da ormai tre anni. L’assurdo è che a tutto ciò i servizi sociali stanno a guardare, ogni volta ho dovuto “insistere” (è un eufemismo) per ottenere una telefonata o una richiesta da parte loro nei confronti della mia ex per poter vedere o sapere notizie su mia figlia…naturalmente queste richieste sono sempre state abilmente vanificate dalla controparte. Attualmente mia figlia è ammalata da ormai quindici giorni, nessuna comunicazione al sottoscritto, né all’assistente sociale. Addirittura è stata in ospedale e non sono stato avvisato! Non ho alcuna possibilità di vederla anche se “ammalata”, né alcuna comunicazione telefonica poiché non mi viene neanche risposto al telefono. Oltre a non avere alcuna  comunicazione riguardo a mia figlia (anni quattro), né sulla sua salute, né sull’andamento scolastico, devo ogni volta chiedere informazioni alla pediatra o alle insegnanti incontrando spesso grosse difficoltà, ecc...al momento, quando non risulta ammalata, la bambina viene letteralmente strumentalizzata a non andare con il padre...episodi che durano soltanto pochi secondi e dei quali sono testimoni anche gli operatori sociali e dei quali è stato informato il presidente del tribunale dei minori e quello ordinario che continuano a emanare provvedimenti sempre vanificati dalla mia ex moglie ( non si può collaborare da soli, né tantomeno con qualcuno che assolutamente non vuole farlo!). Mia figlia quando è stata con me ( pochissime volte in tre anni, praticamente ho perso una figlia in barba a tutte le belle parole scritte nei provvedimenti nell’interesse della minore e della sua crescita)  si è relazionata molto bene, lo possono testimoniare gli stessi operatori sociali, parenti, amici e colleghi. Al momento non so più come reagirebbe con me!!!! La mia è una richiesta urgente di aiuto per il bene di mia figlia, per il diritto-dovere di ogni bambino di stare con entrambi i suoi genitori, perché di fatto il padre (non affidatario) viene sostanzialmente escluso da tutto ciò che riguarda il mondo di suo figlio, eccetto l’assegno di mantenimento che nonostante queste violazioni ho sempre elargito. Ecco a cosa serve un padre!. E questo accade non soltanto al sottoscritto ma alla stragrande maggioranza dei papà separati in Italia. Cosa posso fare legalmente e non…?

Tutti sembrano “darmi” ragione o comprendere la mia grossa difficoltà nei meandri di questo sistema giudiziario, dai giudici agli operatori sociali, tutti sembrano capire che la mamma certamente non fa il bene della bimba privandola del padre... ma nessuno fa nulla di concreto per risolvere questa situazione che sembra essere non dei nostri tempi ma di almeno un secolo addietro! I tempi sono lunghi e intanto mia figlia rischia di essere "rovinata" dalla mia ex moglie e dai nonni materni onnipresenti in tutte le questioni che “dovrebbero” riguardare la nostra separazione.

Quest'estate, né mai finora,  sono stati “concessi” i quindici giorni estivi che normalmente spettano alla bambina con il papà,  perché troppo piccola (2 anni e mezzo) al momento della richiesta, da allora ancora non c’è stata una sentenza definitiva, né alcuna modifica al primo decreto giudiziale che stabiliva provvedimenti urgenti e preliminari! I giudici che debbono interpretare le leggi esistenti in materia tutelano di fatto soltanto le mamme e non i figli che hanno diritto ad essere educati cresciuti ed amati anche dai padri!!!!!  Nonostante le festività, neanche nei giorni stabiliti riesco a vedere mia figlia e  tutti sono a guardare! Grazie signora giustizia, da parte di mia figlia. Chiedo alle SS. LL., attraverso le Loro redazioni, di poter dare risalto alla mia storia o di poter essere ascoltato personalmente. Davvero grato.

Un papà esasperato che vuole fare il padre con modi civili e di buon senso