|
La mia compagna, di nazionalità brasiliana, fugge
nel suo paese con nostro figlio Daniele, di tre anni. Il tribunale lo
aveva vietato ma le solite inefficienze della burocrazia italiana
rendono possibile l'espatrio.
Nella casa abbandonata ho la conferma dei grossi problemi che questa
donna si ritrovava.
Tracce di macumba ecc…
Malgrado la fuga e i riti macumba i giudici italiani
confermano l'affido alla madre. Con un viaggio in Brasile in dieci
giorni riesco a farmi affidare il figlio dal giudice tutelare
italiano, funzione che in Brasile è svolta dal console.
Ottengo la collaborazione della magistratura
brasiliana e porto in Italia il bambino.
Se posso fare una considerazione, ritengo
inaccettabili i tempi e le conclusioni della magistratura italiana e
mi ritengo fortunato di aver avuto, in Brasile, il console in funzione
di giudice.
La mia compagna fugge in Inghilterra con il bambino
di 18 mesi.
Per tre mesi mi rivolgo ai tribunali italiani senza
ottenere nulla.
Parto per l'Inghilterra e mi rivolgo alle autorità
locali.
Nel giro di due giorni, riesco a farle togliere il
passaporto. Nel corso dei successivi sette giorni mi affidano il
figlio e torno in Italia.
Finalmente il tribunale italiano, pur con qualche
incertezza, ratifica l'affido del bambino.
Questo è accaduto soprattutto perché sua madre non
aveva richiesto l'affido in Italia altrimenti il nostro tribunale,
come avviene di solito, mi avrebbe tolto il bambino per ridarlo alla
mia ex compagna.
|