Non è un reato trattenere il figlio se questo lo desidera           ........

 
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Un fronte che si sgretola:
il dovere di non svendere la riforma

Guida al diritto, il settimanale di aggiornamento giuridico che non manca nello studio di alcun avvocato, dedica la copertina alla riforma con questo titolo:

AFFIDAMENTO CONGIUNTO: LE TANTE RAGIONI PER APRIRE LE PORTE A UNA RIVOLUZIONE

L’articolo è di Mario Finocchiaro, magistrato della Corte Suprema di Cassazione ed eminente giurista.

   Cito dal suo lungo saggio (quattro fitte pagine) alcuni passaggi tra i più significativi:

“Si obietta, da quanti sono perplessi a fronte di una tale novità, che un affidamento congiunto può dare risultati positivi solo se i genitori sono “maturi” e lo “accettano” e che, pertanto, la via non è praticabile in presenza di coniugi (o ex coniugi) tra i quali sussista uno stato di conflittualità.

La critica, a mio avviso, non coglie nel segno.

Contrariamente a quanto comunemente si crede, non è la conflittualità tra i genitori che impone l’ “affidamento esclusivo” a uno di essi, ma è proprio la previsione che la regola sia l’affidamento esclusivo e l’eccezione quello congiunto la fonte della conflittualità”.

“Molto positiva pare altresì la scelta (presente in tutti i progetti di legge, compreso quello dell’opposizione [Cento, n.d.r.] ) secondo cui “ciascuno dei genitori provvede in forma diretta e per capitoli di spesa al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito”.

In altri termini… questi (non diversamente da quanto avviene in regime di armoniosa - o quasi - convivenza tra i coniugi)… provvederà direttamente a quegli esborsi (ad esempio, abbigliamento istruzione, svago, vacanze ecc.).”

Mi fermo qui, perché mai finora un giurista aveva più pienamente sposato le nostre tesi: sono, quasi alla lettera, gli argomenti della relazione alla 66.

    Mario Finocchiaro, nello sviluppare il suo discorso, polemizza anche con illustri colleghi (Dogliotti e perfino il proprio fratello Alfio). Non poteva darci aiuto più grande. Ricordiamoci che la sua presa di posizione è ben più che un parere: farà, comunque, da guida alle future sentenze e sarà utilizzabile da chi ha giudizi pendenti. Ci regala già una grande vittoria.

   Certo, il pezzo nasce quando ancora Marcella Lucidi non aveva depositato l’a.C. 2233. Ma questo cosa toglie alle ragioni tecniche dell’assunto? Dovremo, forse, permettere che siano motivi politici, o interessi corporativi, a farci tornare indietro e sbarcare su posizione arretrate, che gli stessi giuristi stanno abbandonando?

   E’ un avviso per tutti a stare più attenti che mai: la riforma non deve essere svenduta.

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