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Divorzio, l'assegno aumenta se il coniuge fa carriera(Cassazione 958/2000) |
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la Suprema Corte è irrilevante la prevedibilità al tempo del matrimonio
Le maggiori entrate percepite dal coniuge divorziato per meriti professionali dopo lo scioglimento del matrimonio vanno tenute in considerazione in sede di revisione dell’assegno di divorzio, anche se lo stipendio più alto non è in alcun modo ricollegabile ad aspettative e previsioni esistenti nel corso del matrimonio. Questo il principio affermato dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione che si discosta dal tradizionale orientamento giurisprudenziale secondo il quale eventuali rivendicazioni dirette alla revisione dell’assegno a beneficio del coniuge economicamente più debole – di solito la moglie – trovavano accoglimento solo se la maggiore nuova ricchezza dell’ex marito era ascrivibile a sviluppi di carriera prevedibili all’epoca della vita coniugale. La sentenza è nata dal ricorso presentato da una signora romana, divorziata dal marito, che, venti anni dopo il divorzio, ha chiesto la revisione dell’assegno divorzile sulla base delle maggiori entrate percepite dall’ex coniuge che aveva fatto carriera. La Suprema Corte le ha dato ragione, ritenendo che, anche se l’aumento degli introiti dell’ex marito non è ricollegabile alle aspettative economiche esistenti al tempo del matrimonio, la moglie, che ha un reddito decisamente più basso, ha diritto ad un aumento dell’assegno. (29 febbraio 2000). |
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