GIANNI E LE STORIE TESE

Racconto di bimbo felice dirottato nel crescere in un vortice di assurdità

  Ciao mi chiamo  e Gianni  ho otto anni, vado a scuola elementare, ho un’ po’ di giochi regalati dai miei genitori, nonni, zii e amichetti, vado in piscina, e frequento un corso di minivolley.

Mio papà e mia mamma mi vogliono tanto bene, ogni tanto loro discutevano e da un pò di tempo non uscivamo tutti assieme a mangiare la pizza, ma....

da sei mesi, forse sette o otto, il papà, non abita più con me, ha preso una grossa valigia, la sua bicicletta uguale alla mia, solo un po’ più gigante,  ed è andato in una  nuova casa.

Io abito con la mamma, la mamma ha tolto la foto di papà che era nella mia cameretta ed ha messo il poster del Gobbo di Notre Dame, Quasimodo, perché la mamma dice che è più allegro, ma sinceramente del poster non so che farmene, io preferivo la foto di papà, io a vederla ero più allegro.

All’ inizio della partenza di papà dalla ns. casa per 2/3 settimane non l’ho più visto, mi telefonava tutti i giorni e parlavamo di tante cose.

Io pensavo in quel periodo che papà fosse andato  lontano, in vacanza, al lavoro, ma di certo non era colpa Sua se no  mi  veniva a trovare.

Ora il mio papà lo vedo due volte la settimana per poche ore alla sua nuova casa, però giochiamo e scherziamo come prima e mi Insegna tante cose, come prima.

Qualche domenica la passiamo assieme anche in giro in bicicletta.

Ma una volta mi sono stufato ed ho chiesto a papà cosa era successo, perché io non potevo stare con Lui come prima, anzi perché Lui non voleva/poteva stare con me come prima ?

Il papà mi ha detto: che tra la mamma e lui non è come prima, adesso abitano in due case diverse ed assieme tutti e tre sarà difficile ritrovarsi.

Poi il papà mi ha detto che ha chiesto al Giudice di poter stare con me il più possibile, ma il giudice gli ha concesso solo poche ore la settimana.

io ho pensato, ma questo signor giudice cosa c’entra con mamma e papà e  me, ma i giudici arrestano i delinquenti  e  i  criminali e  con  papà  cosa  c’entra? 

E poi ho pensato ma come faccio in poche ore a fare tutto quel che facevo prima con papà...... CHISSA’?

Ho pensato anche che forse il giudice non sa che il papà mi portava sempre in piscina, mi insegnava a giocare a pallavolo, non sa che mi aiutava a fare i compiti, e tutte le sere si inventava favole di Mostri e Fantasmi, non sa che era il papà a comperarmi i vestiti per lo sport, e che molto spesso, quando ero più piccolo, mi faceva il bagnetto, ed è capace solo lui a pettinarmi come il Cow Boy di Toy  Story e non sa forse che la frittata con il prosciutto che mi cucinava era il mio piatto preferito e non sa ..............    penso che non sappia molte altre cose.

MA forse è  perché il giudice non sa tantissime cose mie  e del mio papà che  non possiamo vederci e incontrarci  tutti i giorni ?

RIFLESSIONE  

COSA E’ SUCCESSO A GIANNI  ?

Semplice! E’ incappato nella separazione dei genitori (in Italia la percentuale è di  oltre il 30% dei nuovi  matrimoni contratti , che sale nei grossi centri urbani oltre il 50%, con più di 45.000 bambini coinvolti). Il giudice ha affidato,  come per la maggior parte delle sentenze (93/95%  dei casi di separazioni ) il minore ad un solo genitore  ed al genitore non affidatario (che per  il 93%-95% dei casi è il padre ) ha concesso pochi momenti  di visita al figlio, insufficienti per un serio e costruttivo  rapporto padre-figlio.. 

Il bambino, quindi, pian piano rischia di perdere una relazione/contatto vitale; perde un genitore.

Il mancato equilibrio dei rapporti dei genitori separati nella vita del figlio potrà influire negativamente nella costruzione della identità del bambino, senza considerare l’immenso patrimonio di gioie, emozioni ed esperienze che ogni genitore ha in serbo per il figlio e  che il figlio rischia di  non acquisire.

 MA SECONDO VOI GIANNI HA DIRITTO AD AVERE CONTATTI CON ENTRAMBI I GENITORI IN MODO EQUILIBRATO,  PER UNA SANA CRESCITA ?

 

SE TU TIFI PER GIANNI,  IL BAMBINO DEL RACCONTO, SOTTOSCRIVI  LA PETIZIONE ED INVIALA ALL’ALTO COMMISSARIO PER I DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI UNITE per un’indagine sui diritti dei genitori.