• Enrico: la giustizia applicata alla perfezione.

 

Ho tre figli per i quali, al momento della separazione, ho avuto l'affido congiunto.

Come sappiamo si tratta di un istituto  quasi senza contenuti perché ciò che determinante è dove abitano i figli.

Il giudice istruttore a cui era stata affidata la causa ha fama di essere il migliore anzi, la migliore, presso la 9° sezione di Milano.

Le sue sentenze sono sempre perfette sotto l'aspetto del diritto: applica la legge un po’ come il famoso giudice Carnevale, anche nel caso di cause di famiglia, dove non sono in gioco cambiali ma il destino dei minori.

Ma questo è un dettaglio.

  Subito dopo l'udienza presidenziale vi sono state gravi e ripetute violazioni del diritto di visita: lei, il Giudice, non ha mai detto niente …… il fascicolo della causa, durata oltre sette anni, era pieno di memorie del mio avvocato su questo argomento.

Dopo ogni violazione il Giudice riduce gli spazi di visita: da tutte le sere, a due sere fino ad arrivare ad una sera la settimana.

Ad un bel momento mi ha addirittura proibito di accompagnare mia figlia a scuola.  

Ad un certo punto mia figlia è stata iscritta al liceo scientifico senza consultarmi. Lei non  diceva niente e collezionava i miei reclami in buon ordine nei fascicoli.

  Li ha collezionati per sette anni.

Dopo qualche anno i miei due figli, stanchi della madre e di come veniva applicata la giustizia alla 9° sezione, hanno deciso di venire a vivere con me: il Giudice non ha dedotto niente ed ha continuato, imperterrita, a collezionare reclami.

  Dopo sette anni di udienze penso che ai miei figli come ad altri figli di separati una giustizia così non serva assolutamente a nulla.