Negati gli alimenti, l'uomo era pessimista
sulla riuscita dell'unione

Cassazione, nozze annullate il marito non credeva al matrimonio

ROMA - L'aveva avvertita: "Questo matrimonio non funziona", poi sotto le insistenze della sua compagna era andato in chiesa ed aveva detto sì. Dopo un po' il suo pessimismo si è rivelato premonitore, l'unione è fallita e il matrimonio è stato annullato dalla Sacra Rota. Fin qui una storia come tante, solo che la Cassazione ha deciso che quel pessimismo iniziale accettato dal tribunale ecclesiastico come motivo di annullamento del matrimonio scioglie il marito, o meglio l'ormai ex marito, da ogni obbligo, anche quello di dare gli alimenti alla signora.

Alla Cassazione si era rivolta proprio la donna, Mara M., chiedendo di annullare la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva dichiarato efficace anche per lo Stato italiano l'annullamento del suo matrimonio con Giorgio M. emesso dal Tribunale ecclesiastico del Lazio. Per la Sacra Rota quel rito non era mai avvenuto per "vizio del consenso" di uno dei due sposi e quindi un matrimonio mai avvenuto non poteva "generare" oneri per Giorgio.

Ma la Cassazione ha dato ragione ai giudici della Corte d'appello. Gli alti magistrati hanno sostenuto che Giorgio, sposandosi, non intendeva contrarre un legame "per sempre" in quanto aveva manifestato a Mara, durante il fidanzamento, il suo pessimismo sulle sorti del loro legame e l'aveva avvertita che se le cose non avessero funzionato lui avrebbe chiesto il divorzio. Giorgio, ai giudici ecclesiastici aveva detto chiaramente di non credere "alle favole che finiscono con e vissero felici e contenti", e aveva chiarito che lui "durante il fidanzamento aveva esternato il proprio pessimismo sull'esito del matrimonio e il proposito di avvalersi eventualmente del divorzio".

Tutti elementi che convinsero i giudici della Sacra Rota per l'annullamento: Giorgio infatti non aveva intenzione di restare legato in eterno alla donna e quest'ultima non può sostenere di averlo sposato in buona fede e di essere caduta dalle nuvole quando lui dichiarò l'intenzione di far dichiarare nulla la loro unione.

La Cassazione ha riconosciuto come validi questi elementi ed ha negato a Mara di ottenere il mantenimento: in fondo sapeva che stava sposando un pessimista.

(16 maggio 2000)