Nozze non consumate, nulle le dispense papali (Cassazione7276/99)

 
 

Una sentenza della prima sezione civile

 

La Cassazione ha dichiarato nulle le dispense pontificie - pronunciate dai tribunali ecclesiastici per le nozze celebrate in chiesa ma non consumate nella 'comunione dei corpi' - al fine di ottenere lo scioglimento del vincolo di matrimonio nello
stato civile. D'ora in poi, dunque, i giudici italiani dovranno dichiarare improponibile la pretesa di far valere agli effetti civili tale causa di scioglimento del matrimonio canonico, che non ha più tutela giudiziale. Rileva infatti la Suprema Corte (sentenza 7276, I civile, relatore Vincenzo Proto) che, non solo le intese del Concordato del 1985 non contengono alcun riferimento all'esecutività dei provvedimenti di dispensa, ma anche la nuova disciplina di diritto internazionale privato, varata nel 1995 per regolamentare l'accoglimento in Italia di sentenze emesse da stati stranieri, non ha inciso nella materia concordataria. Alla pronuncia i supremi giudici sono stati chiamati dal Procuratore generale della Corte di Appello di Torino che aveva inviato un ricorso contro il verdetto col quale i suoi colleghi torinesi avevano recepito la nullità delle nozze 'non consumate' di M. P. e M. B., sancita con bolla pontificia del Tribunale ecclesiastico piemontese. La Cassazione ha accolto in pieno il ricorso del Pg, inoltrato anche contro l'ufficiale dello stato civile del Comune di Torino, e ha annullato la sentenza di appello. Così i supremi giudici hanno cassato l'antichissimo rito delle cosiddette dispense 'super rato et non consummato', in forza delle quali i credenti potevano vivere 'indenni da peccato' lo scioglimento del sacro vincolo del coniugio, qualora alla comunione delle anime degli sposi non fosse poi seguita quella della carne. Fu la Corte Costituzionale nel 1982 a dichiarare incostituzionali di Patti lateranensi del 1929 nella parte in cui disponevano che lo Stato poteva recepire, come se fossero delle sentenze, questi provvedimenti di dispensa per le nozze 'bianche'. In seguito nel Concordato del 1985 - firmato dal governo Craxi - queste bolle pontificie, ricordano i supremi giudici, furono definitivamente espunte dall'ordinamento. E adesso non vale a riportarle in auge il richiamo alla nuova legge che dà efficacia alle sentenze straniere, in questo caso lo Stato Vaticano. Perchè, rileva la Cassazione, non sarebbe coerente sottrarre alla speciale legislazione concordataria proprio quei provvedimenti che, per la loro intrinseca natura e anche per la forma adottata, appaiono ben diversi dalle sentenze e dagli altri provvedimenti giurisdizionali stranieri. Insomma non basta una 'semplice' nuova legge per rimettere in discussione il lungo lavorio diplomatico neoconcordatario. (13 luglio 1999).