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Sono separato da un anno e mezzo e dal maggio scorso non
vedo mia figlia. Mia moglie ha cominciato quasi subito a mettermela contro. E'
arrivata a portarla la sera sotto casa mia dicendole che dietro quelle finestre
illuminate stavo io con un'altra donna e che le avevo abbandonate per questo.
Il risultato è che mia figlia da quel momento rifiuta di vedermi …. e dire
che abbiamo avuto sempre un rapporto splendido. I suoi insegnanti mi dicono che
risente della situazione e che a scuola non parla più. Io sto aspettando
che il giudice stabilisca una perizia psicologica per me, mia moglie e la
bambina, ma i tempi della giustizia italiana sono molto lunghi e intanto non
vedo mia figlia da 10 mesi. Qualche volta riesco a parlarle per citofono ma lei
ripete che non mi vuole vedere.
- Giorgio: qualunque storia va bene per impedire il colloquio tra il
papà separato e il figlio.
La mia ex moglie è figlia di un potente personaggio
politico del posto in cui viviamo, nonché sindaco del paese. Ho fatto molta
fatica a trovare avvocati e medici disponibili a darmi una mano data la presunta
"potenza" del mio ex suocero. Le difficoltà di vedere mio figlio sono
nate subito dopo la separazione: il bambino è molto piccolo, posso vederlo solo
in casa di sua madre. Spesso mi impediscono di incontrarlo. Mi dicono che è
malato, che è al mare con la mamma proprio i giorni in cui devo vederlo ecc..
Le poche volte che riuscivo a vedere il bambino la ex moglie e la suocera
disturbavano la visita con continue lamentele sui soldi. A un dato momento mi
viene comunicato che il bambino è in stato di shock a causa delle mie visite.
Dal settembre al febbraio scorsi non sono riuscito a vederlo. Mi sono sempre
recato, comunque, negli orari prestabiliti a suonare il campanello. In
quest'ultimo mese l'ho visto più spesso seppur in presenza di uno psicologo.
Gianfranco: ogni tanto sei costretto alle azioni forti.
Dopo la separazione, la moglie si è trasferita in Umbria con
la bambina. Qualche tempo dopo ha conosciuto un tedesco ed ha deciso di
andare a vivere a Colonia.Ho cercato di oppormi. Da quel momento non ho più
potuto vederla per 18 mesi. Al rientro in Italia di mia moglie, con un sit in di
24 ore sotto casa sua, da parte dei membri dell'Associazione, la situazione si
è sbloccata e, da quel giorno, vedo regolarmente mia figlia.
La mia ex moglie quando il bambino aveva tre anni se ne è
andata. In prima udienza il piccolo viene affidato a me in quanto ero il
genitore che garantiva maggiore affidamento per la sua educazione e sua madre
non insisteva per averlo. In quel periodo mia moglie lo vedeva un giorno la
settimana malgrado potesse vederlo di più. Dopo due anni e 10 mesi lei ha
richiesto l'affidamento. Una perizia ci aveva giudicati entrambi adatti.
Il giudice, naturalmente, ha affidato il bambino alla mia ex moglie. Lei ha
cambiato città senza curarsi dei problemi causati dal cambiamento di casa,
amici, abitudini, scuola nonché del fatto di essere rimasta assente per tre
anni.
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