" Alcune notizie sul vissuto dei genitori
dopo la separazione"
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Recentemente
alcuni studiosi hanno condotto delle ricerche sulle differenze tra separati
giudiziali e consensuali e tra genitori separati donne e uomini da cui possiamo
estrarre importanti indicazioni sui rapporti tra ex coniugi con figli.
Da queste indagini emerge che i rapporti con l'ex partner sono
meno buoni tra coloro che si sono separati giudizialmente, rispetto a quelli che
hanno ottenuto una separazione consensuale. In una ricerca specifica condotta
sui genitori separati (40 donne e 40 uomini), le donne risultano le più
insoddisfatte rispetto all'ex partner, sia come genitore sia come persona in sé,
ed avvertono il peso del sovraccarico di responsabilità che grava su di loro,
mentre gli uomini (nella quasi totalità non affidatari) sentono di contare di
meno nella vita dei figli. Solo una minoranza ha conservato rapporti di amicizia
con il partner. Nonostante siano passati in media 9 anni dalla rottura, i
rapporti tra ex coniugi sono spesso tesi ed ostili, non solo per i vecchi
rancori coniugali, ma per i nuovi screzi derivanti dalle discussioni sugli
alimenti e l'allevamento dei figli.
Per
quanto riguarda lo svolgimento della vita dei genitori separati, presi
singolarmente, dagli studi è emerso che durante l'anno successivo al divorzio,
i padri divorziati, diversamente da quelli in famiglie intatte, trascorrono più
tempo al lavoro ed in attività solitarie e meno tempo a casa ed in attività
ricreative. Questo impegno attivo sembra essere dovuto in molti casi ad evitare
l'isolamento e la solitudine. Molti padri fanno qualunque cosa pur di non
ritornare in una casa vuota. Un dato importantissimo emerso dallo studio è che
il contatto tra il padre divorziato ed il figlio decresce costantemente nel
tempo. Inoltre il contatto, da parte del padre, è motivato da diversi fattori.
A volte è dovuto ad un profondo attaccamento al figlio o ad un persistente
attaccamento alla moglie. Spesso dipende dal senso del dovere o da tentativi di
lenire il senso di colpa o di mantenere un senso di continuità nella vita.
Le
ragioni negative addotte dai padri per spiegare le loro visite, in questi studi,
comprendevano il desiderio di infastidire la moglie, di competere con lei o di
vendicarsi di lei. Uno dei cambiamenti più notevoli nei padri divorziati,
durante il primo anno dopo il divorzio, è un calo della fiducia in se stessi,
come genitori competenti. Molti uomini hanno l'impressione di aver fallito come
genitori e come mariti, ed esprimono dubbi riguardo ad un futuro matrimonio.
Oltre a questi sentimenti, specificamente collegati al matrimonio, i padri
divorziati pensano spesso di affrontare peggio il lavoro, di non funzionare
altrettanto bene nelle situazioni sociali e di essere meno capaci nei rapporti
eterosessuali. Tali fattori senza dubbio influenzano negativamente le loro
competenze in quanto padri. A 2 anni dal divorzio, il fattore più importante
che determina un cambiamento nel concetto di sé del padre consiste nella
presenza di un rapporto intimo eterosessuale e soddisfacente. I padri che non si
riposano tendono a svolgere il proprio ruolo in modo imperfetto. Infine ci sono
dati positivi sui padri che dopo la separazione tendono a compensare la loro
nuova posizione con i figli trascorrendo con loro più tempo possibile. Questi
studi rivelano chiaramente che moltissimi figli amano stare da soli con il
padre, e ciò può verificarsi più spesso dopo il divorzio. In alcuni casi,
quando il padre era a casa, non era possibile passare del tempo insieme da soli.
Una particolare attenzione da parte del padre ai bisogni del figlio, e la scelta
di vederlo da solo più spesso possibile, possono sovente diminuire le difficoltà
del divorzio. In effetti, alcuni padri divorziati si occupano di più dei figli,
dopo il divorzio sviluppano con loro un rapporto migliore di quello che avevano
durante i conflitti legati al matrimonio infelice e questo perché il padre, una
volta che si sia abituato alla separazione, può trovarsi in uno stato emotivo
migliore, e a volte può instaurare un rapporto più valido con il figlio nella
sua nuova situazione di vita.
Per
quanto riguarda la madre divorziata, ciò che emerge da questi studi è che essa
spesso è chiamata ad interpretare il duplice ruolo di madre e di padre per
compensare la lontananza del padre, e per questo motivo essa di solito vive
delle difficoltà personali. Infatti le madri divorziate spesso hanno contatti
notevolmente più scarsi con gli adulti a parte l'ex- marito. Sviluppano,
soprattutto le casalinghe, la sensazione di essere bloccate in un mondo
infantile. Le madri che non lavorano più di quelle che lavorano si descrivono
come prigioniere dei loro figli. Molte madri casalinghe lamentano il fatto che
la maggior parte dei loro precedenti contatti sociali avveniva tramite i
colleghi del marito e che, con il divorzio, questi contatti avevano avuto
termine. Questa situazione di "intrappolamento" tende a frustrare la
madre divorziata e spesso determina problemi emotivi. E' stato dimostrato che, a
qualche livello inconscio, la madre può scaricare i suoi problemi su colui che
rappresenta fisicamente il marito, cioè sul figlio. E senza dubbio la loro
ostilità contro gli ex mariti a volte va a colpire ingiustamente i figli.
Vorrei
concludere dicendo che spero che questi dati hanno offerto un'occasione di
confronto per chi vive la separazione, sicuramente ci sarà chi più e chi meno
si identificherà in essi. Invito chiunque voglia farlo a comunicarci la sua
esperienza ed il suo vissuto rispetto all'evento separazione, per potere
arricchire sempre più le nostre informazioni e competenze e per sviluppare
anche un rapporto di comunicazione con l'Associazione Papà Separati di Napoli.
dott.sa MARIA
DI VICINO psicologa clinica "Centro studi permanente della coppia
genitoriale" Associazione Papà Separati, per la tutela dei diritti dei figli nella separazione.
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